Emanuele Stifano e Carla Passarelli: l’arte come risorsa culturale nel Cilento
Il Leon Fest che si tiene a Vallo della Lucania dal 18 al 25 luglio ha puntato i riflettori sugli artisti. Nel Cilento, infatti, c’è una scena artistica viva fatta di persone, storie e connessioni che prendono forma nelle piazze, tra la gente.
Da qui nasce l’idea di raccontare due tra gli artisti più interessanti del territorio: Emanuele Stifano e Carla Passarelli.
Scopri la loro opera che sarà svelata prossimamente: Anthea.
Emanuele Stifano e Carla Passarelli: il volto artistico del Cilento
Per troppo tempo il Cilento è stato raccontato quasi esclusivamente attraverso il mare, il cibo, i paesaggi e la vita lenta. Tutto bellissimo, certo. Ma c’è un altro Cilento che merita spazio: quello che crea, sperimenta e usa l’arte per raccontare il territorio in modo nuovo. Ed è proprio in questo scenario che il lavoro di Emanuele Stifano e Carla Passarelli trova il suo posto naturale.
Lui è uno scultore, lei un mosaicista. Ognuno di loro è un artista a sé stante, ma spesso lavorano insieme realizzando opere in cui la forza della materia incontra la luce del mosaico, trasformando ogni creazione in qualcosa che va oltre il semplice oggetto artistico.
Emanuele Stifano: la scultura intesa come arte di bottega
Autodidatta, Emanuele ha appreso l’arte della scultura “ascoltando” la materia e levigandola a suo piacimento per dare vita a opere d’arte che catturano lo sguardo.E trasmettono emozioni. Il marmo è il materiale che più di ogni altro lo rappresenta.
Le sue opere non vogliono riprodurre la realtà in modo perfetto, ma restituirne l’essenza, dando forma a emozioni, simboli e storie che continuano a parlare anche dopo il primo sguardo.
Nel Cilento il suo lavoro è già parte del paesaggio. La Spigolatrice di Sapri è diventata uno dei simboli più riconoscibili del territorio, mentre la statua di San Bartolomeo, collocata davanti alla chiesa omonima a Pellare di Moio della Civitella, rappresenta un punto di incontro tra arte, spiritualità e comunità. Il suo linguaggio, però, va oltre i confini cilentani: ne è un esempio Logos, un trittico realizzato in marmo statuario di Carrara e oggi custodito in una collezione privata a Milano.
Carla Passarelli e il mosaico: linguaggio che racconta il presente
Chi ritiene che il mosaico è un’arte che richiama il passato sbaglia. Carla Passarelli con le sue opere dimostra che è un linguaggio vivo, capace di raccontare il presente. Dopo la laurea triennale in Pittura e il percorso all’Accademia di Belle Arti, ha scelto di approfondire questa tecnica a Ravenna, città simbolo del mosaico.
Nelle sue opere le tessere vanno oltre il concetto di decorazione, perché diventano frammenti di una narrazione, dettagli che acquistano significato solo quando entrano in relazione tra loro. Una metafora che racconta anche il suo modo di intendere l’arte: ogni singolo pezzo ha valore, ma è nell’insieme che nasce l’emozione. Il mosaico è il centro della sua ricerca artistica, un mezzo espressivo che utilizza con intensità e sensibilità per creare opere capaci di coinvolgere chi le osserva.
Due artisti, un solo linguaggio
La collaborazione tra Emanuele Stifano e Carla Passarelli non è semplicemente la somma di una scultura e di un mosaico, ma è equilibrio.
Le superfici scolpite diventano casa per le tessere musive. Il colore valorizza il volume. La luce cambia il modo in cui percepiamo la materia. Ogni opera nasce dall’incontro di due visioni diverse che riescono a parlare con una sola voce. E, probabilmente, è questa la loro forza più grande.
Due artisti diversi, due tecniche diverse, due materiali diversi che insieme creano opere d’arte di straordinaria bellezza.
L’arte non deve essere perfetta, deve emozionare
Viviamo nell’epoca dei filtri, delle immagini impeccabili e dei contenuti che scorrono via in pochi secondi. L’arte di Stifano e Passarelli sceglie invece la direzione opposta. Le loro opere non cercano la perfezione ma una relazione. Ogni scultura, ogni mosaico e le due tecniche che si uniscono tra loro sono il frutto di un dialogo continuo tra ciò che l’artista prova e ciò che la materia restituisce. Da questa sintonia tra l’interiorità dell’artista e il materiale utilizzato prende forma l’opera. E forse è proprio questo a renderla così umana: non c’è solo tecnica. C’è intelletto, cuore, emozioni.
Le opere Stifano – Passerelli: il Cilento oltre la vita lenta
Chi conosce il territorio sa che il loro lavoro è già parte del paesaggio. Le opere di Stifano e Passarelli sono presenti in diversi luoghi del Cilento e contribuiscono a costruire un’identità culturale che spesso passa inosservata.
Eppure è proprio da qui che può nascere un nuovo modo di raccontare questa terra, come un luogo che non è solo destinazione turistica estiva ma come luogo dove si produce cultura.
La sfida è quella di raccontare chi ogni giorno vuole costruire questa eredità andando oltre gli stereotipi che riguardano il Cilento.
In copertina l’opera “La fontana di Bacco” a Pellare realizzata da Stifano con inserti musivi di Passarelli.
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