Da un po’ di tempo a questa parte sta maturando in me la sensazione che forse abbiamo sbagliato qualcosa nel modo di raccontare questo territorio. Questa riflessione mi si è presentata chiaramente quando ho partecipato, da spettatore, a “Cilento a Venire”. E lì ho avuto una sensazione strana. Come se il tempo si fosse fermato. Come se fossimo rimasti al post pandemia. Come se stessi rivedendo dal vivo quella splendida puntata de Il Provinciale andata in onda nell’autunno del 2020, firmata da Francesco Lucibello e Federico Quaranta, presenti anche a Vallo.
E allora mi è venuta una domanda semplice: ma dal 2020 non è cambiato niente?

Fiorello che mostra l’articolo di Repubblica “Fico tra salame, canti e il Cilento”, aggiungendoci la Mozzarella
Il racconto della vita lenta
Ho ascoltato con piacere raccontare ancora una volta il Cilento della vita lenta, delle radici, della semplicità. E attenzione: non sto dicendo che sia un racconto sbagliato. Sto dicendo che non può più essere l’unico. Perché poi succede una cosa curiosa.
Dal convegno di Vallo spostiamoci nel Comune di Pisciotta. Tre giorni di Dietro il Paesaggio – Rodio Mediterraneo Interiore, dentro il progetto Pisciotta Borgo Vivo. Artisti, persone, discussioni, relazioni vere. Gli ospiti mischiati alla popolazione. Case aperte. Gente che non voleva più andare via. Un’esperienza di paese reale.
Eppure, quando il giornalista di Repubblica chiama per raccontare tutto questo, qual è la prima domanda che fa? “Cos’ha mangiato Roberto Fico?” Ed eccoci al titolo: “Fico tra salame, canti e Cilento”.
Poi arriva Fiorello che ci aggiunge pure la mozzarella di Paestum. Tra l’altro, Fico il salame manco l’ha mangiato. Ed è lì che ho avuto la risposta alla domanda iniziale.

La nave turca delle Nazioni Unite Bodrum, attraccata ad Acciaroli, nel comune di Pollica, invitata dal comune di Ascea nell’ambito della Rotta dei Focei
Quando il territorio diventa percezione
Quindi, oggi, il Cilento viene percepito così. Tutti i discorsi sulla Dieta Mediterranea, sulla vita lenta, sull’autenticità, alla fine sono andati a parare sempre nello stesso punto: mangiatorie, folklore, estetica del rallentare.
Ed è un peccato enorme. Perché mentre fuori arriva il “salame”, qui si parlava di Mediterraneo interiore. Mentre fuori arriva la mozzarella, ad Ascea nasceva la Rotta dei Focei, si costruivano relazioni internazionali tra Italia, Grecia, Turchia, Spagna e Francia partendo da Velia e da Parmenide. Eppure Velia oggi fa circa 40 mila visitatori l’anno.
Quarantamila.
Nel luogo dove è nato il pensiero occidentale.
Nel luogo dove è nata la definizione di Essere.

Il Comune di Ascea con il sindaco Stefano Sansone che firma per la costituzione dell’associazione internazionale “Rotta dei Focei”, insieme a Focea (Turchia) e Saronikos (Grecia).
La Dieta Mediterranea non basta più
Ora, sia chiaro: non c’è niente di sbagliato nella Dieta Mediterranea o nella vita lenta. Anzi. Sono stati probabilmente i concetti che più di tutti hanno aiutato il Cilento a costruire una propria identità riconoscibile. Io stesso, prima da giornalista, poi da marketing manager, li ho condivisi, sostenuti, raccontati con entusiasmo per anni. Ma oggi ho la sensazione che quei concetti si siano progressivamente svuotati.
La Dieta Mediterranea ridotta a tavolate e mangiatorie. La vita lenta trasformata quasi in una giustificazione romantica ai disservizi. “Ci-lento”. E forse è qui il vero problema. Perché il mondo nel frattempo è cambiato.
Il Cilento che manca nel racconto
Oggi ci sono persone che cercano territori vivibili, sì, ma anche efficienti. Luoghi dove poter lavorare, costruire impresa, avere servizi, scuole, connessioni, relazioni, opportunità culturali. E il Cilento avrebbe tutte le caratteristiche per diventare esattamente questo. Ma non può continuare a raccontarsi sempre e solo nello stesso modo.
Per questo credo che Dieta Mediterranea e vita lenta non possano più essere gli unici argomenti che posizionano il nostro territorio. Devono stare dentro un discorso più ampio.
Un discorso che parli anche di sviluppo reale, cultura contemporanea, Mediterraneo, relazioni internazionali, impresa, territori che tornano a vivere davvero. Perché l’economia cresce con il lavoro, con le aziende, con le opportunità.

Anita Feola presidente dell’Associazione Fucina Rhodium che accompagna i visitatore nel Palazzo Landulfo di Rodio durante la manifestazione Dietro il Paesaggio – Rodio Mediterraneo interiore
La domanda che dovremmo iniziare a farci
E allora una domanda dobbiamo iniziare a farcela davvero: quale economia concreta hanno generato, negli ultimi anni, i grandi discorsi sulla vita lenta e sulla Dieta Mediterranea?
Quali imprese nuove sono nate attorno a questi concetti? Quale lavoro stabile hanno prodotto?
Anche sul turismo, diciamoci la verità, gli ultimi anni sono stati complicati. La stagione si accorcia sempre di più, sempre meno stranieri.E spesso quello che chiamiamo turismo è semplicemente villeggiatura compressa in dieci giorni d’agosto.
Allora forse il problema è semplice: o abbiamo sbagliato il concept, oppure stiamo parlando al target sbagliato.
Perché il Cilento merita molto più di una caricatura di sé stesso.
Biagio Cafaro – CEO e Marketing Manager di Qcore Agency
