RUA a Vallo della Lucania: la pizza di una volta bassa, croccante e fatta per stare insieme

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img copertina Rua Pizza di Piazza
img copertina Rua Pizza di Piazza

Ci sono sapori che non appartengono soltanto alla cucina. Appartengono ai ricordi.

Per molti cilentani, la pizza è uno di questi. Non quella fotografata sui social con il cornicione esagerato o gli ingredienti ricercati. Ma quella di una volta. Quella che si mangiava seduti in piazza, dopo una passeggiata, durante la festa patronale o la domenica sera con gli amici.

Era una pizza semplice: bassa, leggermente croccante, con un impasto che non aveva bisogno di stupire e ingredienti che facevano il loro dovere senza cercare protagonismo. Pomodoro, mozzarella, basilico. Al massimo qualche variante della tradizione.

Era la pizza che metteva tutti d’accordo. Così mi sono chiesto: ma la pizza di una volta esiste ancora?

copertina articolo rua

Pizza Diavolo Blu

Così mi sono sacrificato – qualcuno doveva pur farlo – e sono andato a cercarla.
Spoiler: l’ho trovata.
Si chiama Rua – Pizza di Piazza, la nuova pizzeria a Vallo della Lucania che ha scelto di fare una cosa controcorrente: invece di inseguire le mode, ha riportato al centro la pizza di una volta, la piazza e tutto quello che succede intorno a un tavolo condiviso.

La pizza di una volta esiste davvero?

Prima di parlare di Rua bisogna rispondere a un’altra domanda: cos’è davvero la pizza di una volta?

Ogni tanto qualcuno sostiene che la pizza cilentana non esista. In effetti non c’è un disciplinare, non ci sono marchi registrati né associazioni che ne stabiliscano le regole. Eppure basta parlare con chi è cresciuto nel Cilento per capire che quella pizza esiste eccome. Esiste nella memoria di intere generazioni.

margherita_pizza rua

Margherita Rua

È la pizza delle pizzerie storiche, delle piazze affollate d’estate, delle serate trascorse senza fretta. Una pizza bassa, leggermente croccante, digeribile, essenziale dove il cornicione non occupava metà del piatto e l’impasto aveva il compito di accompagnare i sapori, non di rubare loro la scena.

Una pizza pensata per essere mangiata tutta, fino all’ultimo boccone. Ed è proprio da questa idea che nasce Rua.

Rua – Pizza di Piazza: quando la pizza torna in piazza

Negli ultimi anni non sono molte le pizzerie che hanno deciso di recuperare questa idea di pizza senza rincorrere necessariamente le mode. Tra queste c’è Rua – Pizza di Piazza, aperta a Vallo della Lucania da Cataldo e Rossano.

Già il nome racconta la filosofia del locale: riportare la pizza al centro della vita di piazza, restituendole quella dimensione popolare che per decenni ha caratterizzato il modo di vivere dei cilentani. Qui la pizza resta fedele a quell’identità fatta di equilibrio e semplicità.

L’impasto è sottile, la cottura asciutta, il cornicione contenuto. Una pizza che punta più all’armonia che all’effetto scenografico.

La pizza di Rua: la tradizione cilentana con ingredienti di qualità

La protagonista resta sempre lei. La vera pizza, quella cilentana, quella bassa e leggermente croccante che ha il potere di riportarti indietro nel tempo, a quei sapori di una volta che riaffiorano già al primo morso.

Prima delle pizze, però, c’è stato il doveroso passaggio dagli sfizi che parlano chiaramente il linguaggio del territorio: il tagliere con salumi e formaggi, il Crocchè Rua preparato con patate, salame, cacioricotta e uova, insieme alle immancabili patatine fritte che ricordano quelle preparate in casa. Quelle dorate, croccanti, irresistibili che da bambino rubavi dalla padella mentre mamma o nonna facevano finta di non accorgersene.

crocchè rua_rua

Il crocché Rua

E poi è arrivato il momento della pizza: ho iniziato dalla Margherita, il grande classico. Perché se una pizzeria sa fare una grande margherita, allora sa fare tutto il resto.

Il risultato? Cottura impeccabile, impasto leggero, mozzarella perfettamente bilanciata con il pomodoro e quel profumo di basilico che arriva qualche secondo prima del primo morso. Una pizza che non cerca di stupire e, proprio per questo, ci riesce.

Poi è arrivata la Diavolo Blu, una diavola che prende la tradizione e le aggiunge carattere grazie al blu di bufala e al cacioricotta: due ingredienti che accompagnano il piccante senza coprirlo, rendendolo più armonioso e sorprendentemente elegante.

Infine il Bosco Rua, che con funghi cardoncelli e tartufo porta in tavola i profumi dell’entroterra cilentano. Una pizza intensa e avvolgente, capace di evocare i sentieri dei boschi e i loro profumi a ogni morso.

rua pizza di piazza

I portici sopra la piazza: una location che vive insieme alla pizzeria

Rua si affaccia sui portici di Piazza Vittorio Emanuele a Vallo della Lucania. Non è un dettaglio secondario.

Perché chi ricorda la pizza cilentana di una volta sa che il contesto faceva parte dell’esperienza quanto la pizza stessa.

Mangiare all’aperto, osservare la gente passeggiare, salutare chi passava, vedere i bambini giocare fino a tardi: era questo il rito che rendeva speciale una semplice serata estiva. Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante del progetto.

Più che reinventare la pizza, Rua recupera il modo in cui veniva vissuta. Perché in un’epoca in cui tutto tende a diventare spettacolo, riportare al centro la semplicità, la piazza e la convivialità è forse il modo più autentico per ricordare cosa sia stata, e cosa possa ancora essere, la pizza di una volta.

Anche gli interni di Rua raccontano una storia particolare. Gli spazi che oggi ospitano tavoli, profumo di pizza e chiacchiere tra amici erano un tempo una caserma dei carabinieri.

Una trasformazione che non cancella il passato, ma gli restituisce un nuovo significato. Dove prima c’era un luogo di servizio, oggi c’è uno spazio dedicato all’incontro, alla convivialità e a uno dei riti più semplici della cultura cilentana: condividere una pizza.

Quando i sogni dei bambini restano gli stessi

Da bambini bastavano poche cose per essere felici.

Una pizza fumante tra le mani, una piazza piena di voci, gli amici con cui rincorrersi fino a quando qualcuno chiamava per dire che era ora di tornare a casa.

Forse è per questo che certi sapori continuano a emozionarci. Perché non raccontano soltanto una ricetta, ma un modo di vivere il Cilento che, nonostante il tempo, continua ad appartenerci.

Rua si inserisce proprio in questo racconto. Non cercando di reinventare la pizza, ma riportando al centro quella semplicità che l’ha resa parte della memoria di intere generazioni.

Perché, in fondo, i sogni dei bambini non erano poi così complicati.

Avevano il profumo della pizza appena sfornata, il rumore della piazza nelle sere d’estate e la certezza che, almeno per qualche ora, il posto più bello del mondo fosse proprio lì.