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Nell’articolo dedicato all’Odissea e ai poemi omerici nel Cilento c’è un grande assente: il Ciclope.
No, non l’ho dimenticato. Ho solo pensato che questa enorme figura mitologica meritasse un articolo che potesse contenerla. Parole capaci di raccontare la sua storia collegata alla discoteca Il Ciclope a Marina di Camerota e a La Notte del Mito. Questa spettacolare iniziativa celebrava due storie: lo sbarco di Ulisse sulle coste della Magna Grecia e la storia di Palinuro, il nocchiero di Enea.
Tra tutti gli incontri affrontati da Ulisse durante il suo viaggio, quello con Polifemo è probabilmente il più celebre.
Nel libro IX dell’Odissea, Ulisse e i suoi compagni arrivano nella grotta del ciclope Polifemo, figlio del re del mare Nettuno, che vive isolato in un antro col suo gregge di pecore. I marinai vi entrano in cerca di ospitalità, ma si ritrovano invece prigionieri del gigante, che ne divora alcuni.
Sarà l’ingegno dell’eroe greco a salvarli: il celebre stratagemma di presentarsi come “Nessuno”, il vino offerto al Ciclope e il palo arroventato che gli farà perdere l’unico occhio sono tra le pagine più famose dell’intera letteratura occidentale.
È un episodio che parla di forza contro intelligenza, istinto contro astuzia.
In realtà non esiste una collocazione “certa”. Secondo la leggenda la grotta di Polifemo si trova ad Aci Trezza sulla costa orientale della Sicilia, ai piedi dell’Etna oppure nella zona di Erice. Inoltre poco al largo si trovano anche i celebri Faraglioni dei Ciclopi: enormi scogli di origine vulcanica che, secondo il mito, sarebbero i massi scagliati da Polifemo contro la nave di Ulisse in fuga. Gli abitanti di Milazzo, però, invocano nella loro città la presenza del Paese dei Ciclopi, sul costone roccioso su cui si erge il Castello di Milazzo.
Nel Cilento, però, Il Ciclope ha sempre evocato poco la mastodontica figura descritta da Omero e tanto la discoteca a cielo aperto a Marina di Camerota. Un luogo che dal 1972 ha fatto ballare, divertire e sognare intere generazioni.
Ancora oggi la parola Ciclope continua ad andare oltre il gigante sconfitto da Ulisse col suo ingegno. Perché è il nome associato a una delle discoteche simbolo dell’estate cilentana. Situata all’interno di quattro grotte naturali, ha ospitato alcuni tra i più grandi dj internazionali come Todd Terry, David Morales, Claudio Coccoluto e concerti di Alex Britti, Sottotono, Tony Esposito ed Edoardo Bennato oltreché celebrità.
Un luogo dove migliaia di ragazzi si davano appuntamento dopo una giornata di mare, dove nascevano amicizie, amori estivi e ricordi destinati a durare molto più di una stagione.
Il Ciclope non era soltanto una discoteca. Era un rito. Un passaggio obbligato delle vacanze nel Cilento.
E, soprattutto, era collegato a uno degli eventi più attesi e noti nel territorio e non solo. Perché prima del Meeting del Mare, il Cilento era famoso per La Notte del Mito.
Il nome di questo evento che si svolgeva il 23 agosto raccontava già tutto.
Non una semplice serata, ma un momento capace di trasformarsi in leggenda, tanto da essere ancora oggi ricordato da chi lo ha vissuto direttamente o indirettamente.
A partire dal 1982 tra la discoteca e la Spiaggia del Mingardo si assisteva a una “rievocazione” storica: lo sbarco di Ulisse lungo le coste della Magna Grecia e la leggenda di Palinuro.
Per molti rappresenta una delle pagine più belle dell’estate cilentana: musica fino all’alba, migliaia di persone, l’energia tipica di quegli anni in cui bastava una notte per creare ricordi destinati a restare per sempre.
Oggi, nell’estate 2026, il ritorno di questo nome riaccende inevitabilmente la nostalgia.
La discoteca ormai non esiste più dal 2015, ma non ha smesso di essere uno dei luoghi cult della movida cilentana.
Sul profilo social de Il Ciclope Beach, lo stabilimento balneare sulla spiaggia del Mingardo che “ha raccolto” l’eredità della discoteca c’è un post particolare. Il copy di un reel del 25 giugno 2026, che parla di questa storica iniziativa, dice: “Il racconto della notte del mito. Quest’estate torna al Ciclope Beach”.
La magia si ripeterà?
Se Ulisse fosse davvero approdato sulle nostre coste, probabilmente avrebbe scoperto che il Cilento ha un talento speciale: trasformare ogni storia in memoria.
Qui il mito greco incontra la Magna Grecia, la storia incontra il mare e perfino una discoteca può diventare parte dell’identità di un territorio. Per questo, mentre il mondo torna a parlare dell’Odissea e di Polifemo, noi cilentani non possiamo fare a meno di sorridere.
Perché, in fondo, il Ciclope lo conosciamo da sempre. E ogni estate, da queste parti, c’è sempre un buon motivo per pensare a quel suo unico, gigantesco occhio.
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