Ascea alla Federico II con Paul Krugman e Romano Prodi: il Cilento entra nel dibattito sul futuro dei territori

Lunedì 12 ottobre 2026, all’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Comune di Ascea ha portato la voce del Cilento al convegno internazionale “Roaring Sixties Turbulent Twenties”, che alla presenza del Premio Nobel per l’Economia Paul Krugman e dell’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, ha riunito esponenti del mondo accademico, delle istituzioni e delle imprese.

Al centro del confronto, le grandi trasformazioni economiche, sociali e geopolitiche del nostro tempo e una domanda che riguarda da vicino anche il nostro territorio: quale ruolo possono avere i piccoli Comuni in un mondo che cambia rapidamente, senza perdere la propria identità e il legame con le comunità locali?

Una riflessione particolarmente importante per il Cilento, una terra ricca di storia, cultura e bellezze naturali, ma che conosce bene le difficoltà legate alla marginalità territoriale e allo spopolamento. Proprio da queste sfide è partita la partecipazione di Ascea a un appuntamento di respiro internazionale.

Ascea porta il punto di vista del Cilento al confronto con Paul Krugman

A rappresentare il Comune di Ascea erano presenti il sindaco Stefano Sansone, il vicesindaco Filippo Dragone e Gianluca Nicoliello, responsabile della valorizzazione turistica e culturale dell’ente.

Nel confronto con Paul Krugman, il Comune ha posto una questione che va ben oltre i confini locali: quale ruolo possono svolgere realtà come Ascea in una fase di grandi cambiamenti economici e geopolitici?

La domanda tocca un punto fondamentale per il futuro del Cilento. Perché se da una parte le dinamiche globali sembrano premiare i grandi centri economici e le aree maggiormente connesse, dall’altra esistono territori che custodiscono risorse culturali, ambientali e sociali capaci di contribuire a un modello di sviluppo diverso.

Ascea, con il suo patrimonio storico e paesaggistico e con il legame con la storia della Magna Grecia, rappresenta un esempio delle potenzialità che i piccoli territori possono esprimere. La sfida è trasformare queste risorse in opportunità concrete, creando occasioni di crescita senza snaturare l’identità dei luoghi.

Non si tratta soltanto di promuovere il turismo, ma di ragionare su nuove forme di cooperazione tra Comuni, sulla valorizzazione delle comunità locali e sulla capacità dei territori di partecipare attivamente ai processi di innovazione.

Aree interne e rischio marginalità: il confronto con Romano Prodi

Nel corso della giornata, il sindaco Stefano Sansone ha avuto modo di confrontarsi anche con Romano Prodi, affrontando il tema delle aree interne, del rischio di marginalità e delle prospettive di sviluppo dei territori.

Questioni che nel Cilento non sono astratte. Tra piccoli centri, frazioni, aree collinari e borghi dell’entroterra, il territorio deve fare i conti con la necessità di mantenere vivi i servizi, creare opportunità per i giovani e rendere possibile vivere e lavorare nei propri luoghi d’origine.

Il rischio è che la distanza dai principali poli economici e dai servizi essenziali finisca per trasformarsi in una distanza anche dalle opportunità. Per questo, parlare di sviluppo significa interrogarsi su collegamenti, lavoro, turismo, cultura e capacità di fare rete.

Il confronto alla Federico II ha offerto ad Ascea l’opportunità di portare queste problematiche all’interno di una discussione più ampia, nella quale le trasformazioni globali si intrecciano con le esigenze concrete delle comunità locali.

Crescere senza perdere l’identità: la sfida per Ascea e per il Cilento

«Per Ascea è stata una giornata significativa», ha dichiarato il sindaco Stefano Sansone, sottolineando l’importanza di partecipare a un confronto di questo livello per «portare il nostro territorio dentro reti più ampie, costruire relazioni e aprire nuove possibilità».

Il primo cittadino ha inoltre evidenziato come anche i piccoli Comuni debbano interrogarsi sul proprio ruolo nelle trasformazioni economiche, sociali e geopolitiche che attraversano il mondo.

«La sfida è costruire sviluppo senza perdere identità, comunità e legame con i luoghi», ha aggiunto Sansone, ricordando le potenzialità di Ascea grazie alla sua storia e al suo patrimonio culturale e paesaggistico.

È proprio qui che si gioca una partita importante per il futuro del Cilento. Una terra che non può limitarsi a vivere della propria bellezza, ma che deve riuscire a trasformare il patrimonio naturale e culturale in un progetto di crescita duraturo.

Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale, ma da solo non basta. Servono strategie capaci di coinvolgere le comunità, rafforzare la collaborazione tra amministrazioni e creare condizioni favorevoli per chi sceglie di restare o tornare a vivere in questi luoghi.

Il futuro dei piccoli Comuni passa anche dalla capacità di fare rete

La partecipazione di Ascea al convegno della Federico II si inserisce in un percorso di attenzione alla cooperazione territoriale, alla valorizzazione del patrimonio locale e alla costruzione di nuove progettualità.

Portare il Cilento in contesti di confronto internazionale significa provare a superare una visione che considera i piccoli Comuni soltanto come realtà periferiche, spesso alle prese con problemi difficili da risolvere.

Significa, invece, riconoscere che anche i territori meno centrali possono contribuire alle riflessioni sul futuro, mettendo a disposizione esperienze, risorse e modelli di sviluppo legati alla qualità della vita, alla tutela del paesaggio e al valore delle comunità.

Per Ascea, il confronto con personalità come Paul Krugman e Romano Prodi rappresenta un’occasione per costruire relazioni e portare all’attenzione temi che riguardano l’intero territorio cilentano.

La sfida, adesso, è fare in modo che queste occasioni di dialogo possano tradursi in collaborazioni e iniziative concrete.

Perché il futuro del Cilento non si costruisce soltanto difendendo ciò che lo rende unico, ma anche trovando nuovi modi per valorizzarlo. E perché, in un mondo che cambia rapidamente, restare fedeli alle proprie radici non significa rimanere fermi, ma trovare la strada giusta per crescere senza smettere di essere se stessi.

Ilaria Longo

Post recenti

Qcore Agency entra tra i partner della campagna Sud Vivo di Fondazione con il Sud

Il Cilento è anche un territorio in cui si può fare impresa, sviluppare competenze, creare…

8 ore ago

Cilento Horizon: nasce la piattaforma digitale per vivere il territorio

L'8 ottobre alle ore 10:00 presso la Fondazione Alario di Ascea sarà presentata Cilento Horizon…

1 settimana ago

Ad Ascea Carmela Cesarano festeggia 100 anni: il Cilento terra della longevità

Lo scorso sabato 12 settembre, Ascea ha festeggiato i 100 anni di Carmela Cesarano, circondata…

2 settimane ago

Ascea, il sindaco Sansone vara la nuova Giunta: Dragone vicesindaco, Criscuolo entra con le deleghe ai Lavori Pubblici e all’Innovazione

Nuovo assetto politico-amministrativo ad Ascea, dove il sindaco Stefano Sansone, lo scorso 30 luglio 2026,…

2 mesi ago

Il Ciclope nel Cilento: da Omero alla leggendaria discoteca e La Notte del Mito

Nell'articolo dedicato all'Odissea e ai poemi omerici nel Cilento c'è un grande assente: il Ciclope.…

3 mesi ago